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mercoledì 13 giugno 2012

Cominciamo dalla fine: This is The End


Che cosa fareste se vi restassero soltanto cinque minuti da vivere? Se la fine del mondo fosse una cosa concreta, un esplosione di silenzio, un crescere di trombe, un vorticare incessante su se stessi?

Questa domanda viene spesso scacciata via con un gesto scettico e un mezzo sorriso, ma This is The End non parla di maledizioni Maya, mondi post apocalittici o Armageddon. Il problema fondamentale e' la morte, ma anche la vita. L'affrontare il futuro, l'incertezza, la crisi. Entrare nel tendone con palco rotante a 360 gradi, vuol dire proprio questo: essere pronti a porsi delle domande fondamentali su di noi, sui nostri valori, su cosa faremo davvero in quei cinque minuti restanti di mondo. As simple as that.

Gli studenti della CNAC (Centre National des Arts du Cirque) rispondono a questa domanda con l'eleganza del teatro e la precisione scanzonata del circo. Giovanissimi artisti si pongono gli interrogativi che la società continua a evitare, a posporre rifugiandosi nella temporanea sicurezza di stabilità, nel tranquillizzante "per ora, va tutto bene".

Ma dopo? Che succede dopo, quando i secondi che ci separano dalla fine del mondo si possono contare senza perderne il ritmo? Le risposte dei dodici giovani colpiscono in profondità. Si parla di libertà, di futuro, di incertezza e di amore. Si parla di realtà, di emozioni, di tutte le cose che contano davvero. E poi si va avanti (o indietro) più si capisce che se la fine del mondo arriverà sarà solo colpa nostra, di chi non sa sentire le risposte recitate tra i numeri alla corda o ai tessuti, di chi non sa leggere gli schermi, i corpi, i segni. Di chi non sa aprire gli occhi e vedere quanta verità ci porta l'arte.

E allora arriverà il silenzio.


venerdì 10 giugno 2011

Circo in Fiore



Ieri sera é sbocciato in piazza Vittorio Veneto uno spettacolo che oltre ai virtuosismi, i costumi bellissimi e la simpatia ha anche aperto quella che é la concezione extra europea e globale di Mirabilia. I giovani artisti di Fekat Circus (Circo in fiore) hanno conquistato la platea con numeri esibiti con straordinaria disinvoltura, ma soprattutto con una carica regionale unica.

Lo spettacolo prende a pretesto la vicenda della Regina di Saba (Makeda per gli etiopi), e della mitica Arca dell’Alleanza, trasportata circa 900 anni prima di Cristo da Israele in Etiopia. Quello che emerge pero' non é tanto la storia epica, quanto il legame stretto della compagnia con la propria terra, l'Etiopia. Le musiche, le danze coinvolgenti, i vari costumi...tutto rimanda ad una tradizione vissuta con allegria e spensieratezza.







mercoledì 8 giugno 2011

Salir e le ciliegie

Foto di Davide Dutto


Javiera ed io sediamo una di fronte all'altra a gambe incrociare. Tra di noi un cesto di ciliegie rosse che pare parte dell'arredamento, sebbene il resto della mobilia del camper preferisca i toni del bianco. Tutto è ordinato e tenue, in contrasto con il vortice di colori, persone ed animali dell'accampamento.


Sono qui per farmi spiegare la breve ma avvincente storia dei Coliflor e per capire come si è sviluppato Salir, spettacolo che ha fatto loro vincere il premio come "Miglior Compagnia dal mondo" al festival Humor Atzoka, nei Paesi Baschi. Un titolo importante. Ma non sembra questo il focus per lei, la ragazza bacinella, così come per i suoi compagni di avventura.


Una ciliegia tira l'altra, che snocciola il discorso. "Salir è nato dallo sforzo molto intimo e personale di ognuno dei membri del gruppo. Io ad esempio volevo usare il secchio: un oggetto che mi ricorda il lavoro della terra…la mia terra, lontana…per cui ho iniziato a lavorarci attorno, sopra, dentro. Per qualcuno poi era la prima volta in cui si creava uno spettacolo che mettesse insieme tutte le varie discipline, per cui è stato molto difficile. Sette teste e sette visioni da far incontrare in un contenitore unico, in una forma compiuta."


Ma infine la chiave la si è trovata eccome. Sarà che il neonato gruppo (formato dall'unione della Belle Poubelle e de La Minicompagnie) ha veramente trovato una sinergia funzionale e creativa; sarà che gli inizi sono stati segnati da un periodo intenso e unico in occupazione a Barcellona, dove non si mangiavano che cavolfiori (da qui il nome!); sarà che dividere il tendone - e la vita quotidiana - con il Circo Paniko è una spinta constante a vivere intensamente il circo ed il teatro. Sarà quel che sarà, ma il risultato è un piccolo capolavoro che continua a sorprendere.


"Ad esempio io all'inizio avevo un rapporto conflittuale con la bacinella. Vi ero intrappolata, ma avevo anche paura ad abbandonarla." Spiega Javiera " Ora invece mi piace giocare con i tempi lenti, indugiare su piccoli movimenti, lavorare sulle espressioni".


Piccole variazioni, costante miglioramento. Imperdibili, per cui ecco le date in Fossano:


Giovedi 9 giugno, ore 21.30. Teatro I Portici (Via Roma)

Venerdi 10 giugno, ore 21.30. Teatro I Portici (Via Roma)

Sabato 11 giugno, ore 21.30. Piazza Foro Boario, spazio Circo Paniko...ovvero si gioca in casa, nel tendone da cui tutto è partito. Segue "Uovo Tutti" e il Balkan Concert dell'orchestra Gadjo. Festeggiamenti col Collettivo fino alle 3 di notte!

Domenica 12 giugno, ore 21.00. Piazza Foro Boario, spazio Circo Paniko

lunedì 6 giugno 2011

Cabaret Vertigo




Clap. Un battito di mani e tutto resta sospeso. La Bionda Teutonica, l'Orgoglio delle Fiandre, il Sorriso della Lorena, il Pubblico di Genola. Muscoli in tensione, sorriso stampato sul viso truccato, costumi di scena impeccabili.

La scuola di circo Vertigo presenta a Genola il suo cabaret di allievi che attraversano le barriere temporali, sfidano la gravità e soprattutto raccontano una storia. Tra simpatia, autoironia e virtuosismo il circo si mette in mostra per quello che é: uno stile di vita, un insieme di persone che si amano, si tollerano, si prendono in giro e fanno spettacolo.

Gli allievi offrono uno spettacolo ben amalgamato, in cui i numeri sono davvero capitoli di una trama più vasta, non un semplice showcase di abilità.

Il ritmo scherzoso e vivace viene inframmezzato da momenti ora onirici, ora toccanti, accompagnando il pubblico in un percorso solo apparentemente frammentato.

Insomma, se questo é l'inizio non vediamo l'ora di seguire il percorso formativo di questi ragazzi così promettenti ed espressivi.